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Monte 'e Prama. SardegnaAssociazione Culturale “Circolo Amicizia Sarda”

Con il Patrocinio del Comune di Treviso.

Auditorium Museo Santa Caterina

18 dic. 2016 ore 18.00

Piazzetta Botter, 1 – Treviso

Relatori:

Prof. Gaetano anieri

Prof. Raimondo Zucca

Programma:

17.30/17.50   afflusso del pubblico e sistemazione.

18.00/19.15   conferenza,

19.15/19.45   dibattito,

20.00  scambio di auguri con rinfresco presso la Sede Sociale Via J. Bernardi, 14 – Treviso.

bandiera_sardegnaGrazie ad un ritrovamento casuale da parte di un contadino che arava il proprio campo, 40 anni fa, venne ritrovata la testa di una statua.

Aveva una foggia inusuale: occhi circolari a doppio cerchiello, naso diritto e bocca ridotta ad una semplice incisione.monte_e_prama4

Il campo dove venne ritrovato è nella penisola del Sinis in Sardegna presso Cabras (OR).

 

Il fatto avvenne incredibilmente nello stesso  mese e nello stesso anno in cui un contadino cinese, con le stese modalità, trovò la prima statua di terracotta di Xi’an  (marzo 1974).

Nei successivi 5 anni furono eseguiti scavi regolari, furono scavate 44 tombe coperte da lastroni di arenaria e disposte accanto a una strada pavimentata.

In una discarica parallela furono trovati  6 Betili la cui altezza variabile da 1 m. a 1,45 m.  era forse indicativa dell’importanza della persona sepolta, 6 modelli di nuraghe e 5.178 frammenti di statue di  calcare con cui dopo un restauro alquanto difficile e lungo vennero ricostruite molte statue rappresentanti Arcieri, Guerrieri e soprattutto Pugilatori.

Analisi condotte sui resti umani e sui pochi oggetti ritrovati datano le tombe della necropoli tra il IX e l’VIII secolo a.C.

La ricchezza e la finezza dei trovati comunque mostrano che si tratta di un ritrovamento eccezionale, di sculture artistiche ritenute le più antiche del Mediterraneo occidentale.

Trincee  e Pozzetti esplorativi  eseguiti nel 1979  nelle varie direzioni attorno alla necropoli, fecero ritenere conclusa la necropoli stessa.  Ma…

Prof. Gaetano RanieriGaetano Ranieri, 71 anni, sardo di adozione, ingegnere minerario, già Ordinario di Geofisica Applicata dal 1987, professa, come incaricato esterno, la  disciplina DIAGNOSTICA dei SUOLI e delle COSTRUZIONI presso il corso di Studi in Architettura della Facoltà di Ingegneria e Architettura di Cagliari.

Coordinatore dei primi cicli di dottorato in Ingegneria Geologico-Ambientale, direttore dei primi corsi al mondo di Master internazionali sulla Conservazione dei beni Ambientali e sulla Difesa del Suolo.

Ha operato in molti Paesi guidando Team in Europa, Africa, USA e Sud America, applicando spesso metodi innovativi, non distruttivi, originali, brevettati e a volte pioneristici.

Le sensazionali scoperte di nuove statue e di nuove sculture nell’area archeologica di Monte e’ Prama sono state presentate all’Accademia dei Lincei, e ai più importanti congressi internazionali sia di Geofisica che di Archeologia riscuotendo grandi successi e l’attribuzione di prestigiosi premi.

E’ autore di circa 300 pubblicazioni.

Prof. Raimondo ZuccaRaimondo Zucca è Professore Ordinario di storia romana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Sassari, archeologo. Tra le innumerevoli attività è anche protagonista della grande scoperta nel Sinis, a Mont’e Prama dove ha contribuito a riportare  alla luce “I Giganti”.

Archeologia Fenicio Punica, Etruscologia, storia e archeologia dell’Africa Romana, del Mediterraneo Antico… sono solo alcune della sua attività di insegnamento. È’ inoltre Direttore  museale dell’Antiquarium Arborense di Oristano, degli scavi archeologici di Tharros-Terme di Convento Vecchio e Necropoli di Capo San Marco, Othoca, Neapolis, Forum Traiani-Martyrium Luxurii, Marrubiu-Praetorium di Muru de Bangius in Sardegna e di diversi siti archeologici in Africa.

I reperti, conosciuti anche come Giganti   di Mont’e Prama (Sos Zigantes de Mont’e Prama) in sardo, sono sculture nuragiche a tutto tondo. Spezzate in numerosi frammenti.

L’altezza delle statue varia tra i 2 e i 2,5 metri.

Tra i 5.178 frammenti rinvenuti ci sono 15 teste, 27 busti, 176 frammenti di braccia, 143 frammenti di gambe, 784 frammenti di scudo. Tutto il materiale è custodito nei magazzini del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari.

Le sculture ricomposte sono risultate in totale trentotto: cinque arcieri, quattro guerrieri, sedici pugilatori, tredici modelli di nuraghe.

La cultura sarda a Treviso il 16 e 17 Luglio 2016.

Siamo orgogliosi di presentare due gruppi folk sardi di altissimo livello.
– Il Gruppo di ballo Folk “Bella Mia” di Busachi (OR)
– I “Tenores di Bitti Remunnu ‘e Locu” (NU)

Circolosarditreviso.it

Il Gruppo di ballo Folk “Bella Mia” di Busachi (OR).

Il gruppo folk “bella Mia” di Busachi (OR) nasce all’inizio  del 2002 così come lo conosciamo oggi, ma preesistente da data indefinita. Impossibile infatti datare la prima uscita sui palchi e nelle piazze della Sardegna mentre si può risalire al primo viaggio effettuato nella penisola, intorno al 1948 al festival di Agrigento. Da questo si può dedurre che Busachi sia stato tra i primi paesi della Sardegna ad aver fatto ammirare i suoi balli e i suoi costumi fuori dall’isola.

Le esibizioni del gruppo sono principalmente legate alle feste patronali nei paesi dell’isola, a manifestazioni di carattere folklorico a livello regionale, nazionale e internazionale. E’ spesso invitato a programmi televisivi sulle tradizioni della Sardegna, alla rappresentanza delle tradizioni popolaricircolosarditreviso.it presso circoli sardi nazionali ed esteri e manifestazioni di beneficienza per la promozione di solidarietà e ricerca.

I balli che solitamente vengono eseguiti nelle piazze sono: su Ballu De Usache, Su Passu Torrau, S’Annanza, Su Ballu Lestru o Bricchiddi e S’ Orrociada, accompagnati dal suono dell’organetto diatonico.

In collaborazione con la Citta di Treviso

 

 

VOLANTINO

circolosarditreviso.it
 I “Tenores di Bitti Remunnu ‘e Locu” (NU)

Da quarantadueanni il gruppo opera ininterrottamente, dedicandosi alla ricerca delle tradizioni culturali locali e, in modo particolare, del canto a Tenores.

Nel 1995 in collaborazione con il Comune di Bitti, per tenere viva la tradizione, costituiscono a Bitti la Scuola dei Tenores, aperta a tutti i giovani del paese per insegnare le metodologie del canto a Tenores, nel 1997 la scuola a Tenores di Bitti si gemella col Conservatorio di Sassari.

I  “Tenores di Bitti Remunnu ‘e Locu” sono la massima espressione sociale della tradizione agro-pastorale sarda. Negli ultimi quaranta anni sono stati dei veri e propri ambasciatori  del canto tradizionale Sardo, contribuendo a diffondere questo genere musicale in ogni angolo del mondo, praticando molti scambi culturali.

I Tenores ” Remunnu e Locu” si sono costituiti in gruppo nel 1974, da allora hanno girato buona parte del mondo, presentando le tradizioni di canto a Tenore. Hanno avuto moltissimi riconoscimenti dai migliori antropologi ed etnomusicologi di fama mondiale. Sono stati vantati da Frank Zappa, Peter Gabriel, Ornette Coleman, Lester bowie, ecc… ecc… Sono stati premiati con svariati riconoscimenti tra i quali “Maestri del folklore 1992”, Premio Sardegna 1992, premio Europa per le arti popolari dell’università di Gottingen (Germania) 1996, premio Senatore Mannironi al Campidoglio di Roma, ospiti della “Biennale di Venezia” 1997 ecc… Hanno collaborato per la nascita del museo multimediale del canto a tenore a Bitti. Hanno avuto parte attiva, per il riconoscimento da parte dell’UNESCO, del canto a tenore come patrimonio dell’umanità del settore immateriale.

Tutti i componenti dei Tenores di Bitti, sono stati riconosciuti dal Presidente della Repubblica del titolo di “Cavalieri della Repubblica Italiana” per meriti artistici.

Hanno inciso varie musicassette, CD e DVD, tra i quali “Ammentos”, “Intonos”, “Romanzesu (caminos de pache)”, “S’amore mama”, quest’ultimo con l’etichetta di Peter Gabriel.

In collaborazione con la Città di Treviso

circolosarditreviso.it

 

Se vuoi puoi lasciare un commento, ci sarà utile per migliorare le attività del Circolo.

Pierpaolo Dodero.

 

 

 

 

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Cari soci e amici del Circolo, anche quest’anno abbiamo l’occasione di festeggiare tutti insieme il 1 Maggio.

La Festa si svolgerà a Zero Branco (TV) presso il laghetto con intorno un grande spiazzo verde. Per l’occasione sarà presente un bravo musicista e cantautore sardo di Bari sardo Alex Burati che ci allieterà la giornata con canti del suo vasto repertorio.

Il menu è all’insegna della tradizione sarda.

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Per chi avesse problemi a raggiungerer il posto seguendo le indicazioni quì sopra,  un’incaricato partirà dal Circolo  alle ore 12,00 in punto per raggiungere la località.

Filmato della Festa di Primavera 2015

E’ neccessario prenotarsi in tempo utile chiamando al numero: 392 2932200.

Un Cordiale saluto. Pierpaolo.

In Sardegna, la Settimana Santa, è l’insieme di manifestazioni e cerimonie  religiose organizzate in ogni paese ad opera delle locali confraternite.

Questi antichi riti, di grande richiamo turistico, vogliono rappresentare i momenti più significativi della Passione di Gesù Cristo descritti nei Vangeli, dal suo arresto da parte dei romani alla Resurrezione.

Uno dei momenti più emozionanti è senz’altro  S’Iscravamentu, importante significato religioso, l’atto pietoso dello schiodamento del Signore dalla croce.

I riti della settimana santa in Sardegna

Interessante presentazione dei pani sardi, tutte le fasi: dalla semina del grano alla sfornata.

Pani per ogni occasione: pane quotidiano, degli sposi, per i morti, per Pasqua, battesimi, cresime, e altre occasioni civili e religiose.
il racconto del pane

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C’è chi è favorevole e chi non la vorrebbe festeggiare, specialmente le interessate, di cosa stiamo parlando? Ma sì, della festa della donna.

Si tratta di una ricorrenza per il rispetto e l’importanza del ruolo che ricopre la donna fin dagli albori della società e nella famiglia in primo luogo.

Dalla religione ( Eva compagna di Adamo) alla storia. anche quella sarda.

Eleonora_di_ArboreaEleonora d’Arborea,  la giudicessa che tentò di rendere la Sardegna indipendente, autrice del codice “Carta de Logu” che all’epoca fu tra i più innovative in Europa.

Tante donne hanno ricoperto importanti incarichi anche nell’arte e nella  scienza come l’austronauta italiana Samantha Cristoforetti recentemente andata nello spazio.

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Al Circolo, per la ricorrenza, festeggiamo tutte le nostre donne augurando loro felicità e ogni bene.

ristorante-corso-como-52-limbiate-festa-della-donna-2016Ci troveremmo tutti insieme il 13 marzo a partire dalle ore 18.00. Una fetta di dolce e un fiore a ogni donna partecipante.

Un caro saluto

Pierpaolo

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Anche quest’anno il Circolo Amicizia Sarda di Treviso festeggia il Carnevale,  grandi e piccoli parteciperanno in maschera con tanto di stelle filanti, coriandoli, trombette… all’insegna dell’allegria.

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Le nostre donne sono già all’opera per prepare i dolci tipici sardi per l’occasione: zippulas, treccine, orecchiette, crostoli fritelle….

Agrodolce

frittelle lunghe sardeRicette-di-CarnevaleSarà anche l’occasione per chi non l’avesse fatto per rinnovare la tessera di socio, in serata per chi lo desidera ci sarà una cena/spuntino.

L’appuntamento quindi è per il 7 Febbraio dalle ore 18,00 presso la nostra sede di Via Jacopo Bernardi 14 a Treviso.

Vi aspettiamo, non mancate!

Un cordiale saluto.

Pierpaolo.

 

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Cari amici del Circolo Amicizia Sarda,

come già annunciato precedentemente, domenica 13 dicembre abbiamo votato per eleggere gli Organi Sociali.

Tanta l’affluenza di soci per questo importante momento della vita associativa del nostro Circolo che ha dimostrato ancora una volta l’importanza della comunità sarda nella Marca Trevigiana.

I candidati alle cariche degli Organi Sociali prevvisti dallo Statuto dei Circoli aderenti alla FASI sono:

Per la carica di Presidente

  • Garippa Adalberto,  voti 70,
  • Fenu Giuseppe, voti 10.

per la carica di Consigliere:

  • Casu Mario voti 59,
  • Dessì Egidio voti 7,
  • Dessì Elvio voti 22,
  • Ledda Michele voti 65,
  • Mastinu Antonio voti 38,
  • Piredda Mario Salvatore voti 29,
  • Roda Mario voti 21,
  • Rossi Tullio voti 33,
  • Vian Roberto voti 30,
  • Zucca Isidoro voti 37.

Per la carica di Revisore dei Conti:

  • Figus Elio voti 44,
  • Leinardi Adalberto voti 19,
  • Milia Francesco voti 14.

Per la carica di Probiviro:

  • Cogoni Luigi voti 22,
  • Mesina Antonio voti 49,
  • Mura Salvatore voti 2.

La mattinata si è conclusa con un brindisi in cui il Presidente, al suo secondo mandato, ha ringraziato i membri del C.D. uscente ringraziandoli del buon lavoro svolto e ha augurato buon lavoro ai nuovi eletti.

Il nuovo Consiglio Direttivo si riunirà domenica 20 dicembre in cui il Presidente comunicherà le cariche che ciascuno ricoprirà per i prossimi 3 anni.

Un saluto.

Pierpaolo.

Ponzano V.to (TV) 8° Mercatino di Natale

Ponzano V.to (TV)
8° Mercatino di Natale

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Festa della Donna

8 marzo 2015 Festa Donna 004 8 marzo 2015 Festa Donna 006 8 marzo 2015 Festa Donna 007 8 marzo 2015 Festa Donna 008 8 marzo 2015 Festa Donna 009

Sonos in Sardigna Suoni arcaici della Sardegna

Concerto di Fabio Melis in P.zza dei Signori a Treviso

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Carissimi amici e amiche del Circolo Amicizia Sarda,

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ho il piacere di avvisarvi che il prossimo 13 Dicembre  dalle ore 9,00 e fino alle ore 19,30 si svolgerà la manifestazione fieristica “Mercatino di Natale 2015” in Via Milo Burlini-Via Livello a Ponzano Veneto (TV).

Numerosi sono i partercipanti tra artigiani, commercianti, ambulanti, hobbisti, associazioni di volontariato e Onlus.

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Come associazione culturale anche noi di Amicizia Sarda parteciperemo con un nostro gazebo,  un occasione importante per noi sardi che desideriamo far conoscere e apprezzare le qualità indiscusse dei prodotti enogastronomici sardi, formaggi, salumi, vino, birra Ichnuna, dolci ecc, tutti prodotti rigorosamente sardi.

Programma

PonzanoVi aspettiamo numerosi.

Pierpaolo.

 

Elezioni-Voto-Imc

 

Carissimi amici e simpatizanti,

il prossimo 13 Dicembre, presso la nostra sede in Via Jacopo Bernardi 14 Treviso si svolgeranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo.

E’ un importante momento della vita associativa del nostro circolo.

Le elezioni riguardano il rinnovo degli Organi Sociali:

  • Presidenza
  • Consiglio Direttivo
  • Colleggio dei Provibiri
  • Colleggio Revisori dei Conti

Sei vivamente pregato di venire ad esprimere la tua preferenza, al termine ci sarà una bichierata per augurare buon lavoro ai nuovi eletti e ringrazare i collaboratori uscenti.

Rinnovo Cariche Sociali Circolo Amicizia Sarda

Le elezioni si svolgeranno dalle ore 10,30  fino alle ore 11,30, seguirà lo spoglio, la verbalizzazione da parte della Commissione Elettorale e la comunicazione dei risultati conseguiti, quindi, come detto, il brindisi.

Un saluto, ti aspetto.

Pierpaolo.

 

Amici e Amiche del Circolo Amicizia Sarda un importante appuntamento è alle porte….

IL PRANZO SOCIALE 2015

Come ogni anno ci incontriamo per trascorrere alcune ore in allegria gustando un ricco menù a base di pesce.

Ci troviamo Domenica 22 Novembre alle ore 12,30 presso il Ristorante “Le Faville”

Viale Felissent 8 Villorba (TV)

Pranzo Sociale 2015è necessaria la prenotazione al 349 1994948
entro Venerdì 20 Novembre

Piantina Ristorante Le Faville

 Vi aspettiamo numerosi

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Carissimi amici e amiche,

con l’arrivo dell’Autunno una festa imperdibile. 

CASTAGNATA E VINO NUOVO.

Il 14 Novembre alle ore 17,00 presso la nostra sede avremo modo di stare insieme in allegria gustando le catagne arrostite da noi accompagnate da vino novello.

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Perché si festeggia?

La tradizione è  vecchia di secoli, fonti storiche affermano che era la principale fonte alimentare delle popolazioni  sarde durante l’autunno e l’inverno.

In Europa Senofonte fu il primo a parlarne nel IV secolo a.C., definendo il castagno come albero del pane. In seguito Marziale, nel I secolo a.C., e poi Virgilio scrissero riguardo al  consumo e la coltivazione delle castagne.

Il primo forte impulso alla coltivazione vera e propria si ebbe nel medioevo, grazie alla contessa Matilde di Canossa.  Solo nel diciottesimo secolo in Francia si iniziarono ad utilizzare le castagne per la preparazione di dolci, i  marrons glacés, ricoperti di cioccolato.

In Sardegna  il castagno e i suoi frutti appaiono anche nel ritratto che Grazia Deledda (1871-1936) fa della famiglia di zia Grathia, nel romanzo Cenere.

La Deledda presenta la castagna sia come bene economico sia come componente integrante della quotidianità nella famiglia rurale della montagna barbaricina.

Il poeta ottocentesco sardo Peppino Mereu (1872-1901) cita il pane di castagne, come alimento rifugio dei poveri in tempi di carestia, nella sua più celebre poesia, Nanneddu meu.

La poesia, che ha subito diversi arrangiamenti musicali nei canti popolari della Sardegna e in una più nota versione interpretata dal gruppo dei Tazenda, è un canto di protesta che, in forma di lettera ad un amico, descrive lo stato di miseria e oppressione in cui versavano gli strati sociali più bassi nella metà dell’Ottocento.

« Famidos nois semos pappande
pane e castanza, terra cun lande
terra ch’a fangu, torrat su poveru
senz’alimentu, senza ricoveru. »
« Affamati noi stiamo mangiando
pane di castagne e terra con ghiande
terra come il fango, ridiventa il povero
senza cibo, senza ricovero. »

La distinzione tra castagne e marroni non è facile.

Le castagne sono il frutto dell’albero selvatico e hanno forma, dimensione e sapore variabili. I marroni invece sono prodotti dall’albero coltivato e hanno caratteristiche più standard ma si distinguono dalla castagna principalmente per il gusto più dolce e profumato, racchiudendo ed esaltando gli aromi e i sapori del bosco.
Il marrone si presenta con una buccia striata di color marrone, mentre la castagna, più piccola e allungata, presenta una buccia di colore più scuro.

Zuppa di castagne e fagioli alla Sarda

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Ingredienti

  • 250 g fagioli secchi
  • 500 g castagne fresche (se usate quelle secche 250 g, e vanno ammollate come i fagioli)
  • 150 g lardo fresco
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 2 spicchi aglio
  • 2 pomodori secchi
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • 2 foglie di lauro
  • olio extra vergine di oliva
  • sale q.b

La Zuppa di castagne e fagioli è una ricetta del centro Sardegna.

Si possono variare i legumi usando i ceci, o sostituendoli con i funghi o ancora meglio con il farro. Il pane migliore da accompagnare è il pane carasau riscaldato al grill con olio e sale. Questa Zuppa riscalda i sentimenti di questi primi giorni di Novembre che sono il ricordo dei propri cari che non ci sono più …

Preparazione

  1. il giorno prima mettere in ammollo i fagioli (eventualmente anche le castagne)
  2. al momento della preparazione, in 2 litri di acqua leggermente salata lessare i fagioli
  3. sbucciare le castagne e lessare anche loro in acqua leggermente salata con le foglie di lauro, con il lardo e le verdure preparare un trito (lasciare indietro il prezzemolo), in una pentola di coccio con poco olio far appassire il trito
  4. appena pronte unire le castagne e i fagioli con parte dell’acqua di cottura
  5. tenete da parte il resto dell’acqua casomai dovesse servire
  6. far cuocere ancora una mezzoretta prima di servire ben la zuppa ben calda, aggiungere il prezzemolo tritato finissimo, lasciare a disposizione crostini di pane in mancanza di Carasau e pecorino giovane grattugiato.

Buon Appetito. Vi aspettiamo numerosi.

Un cordiale saluto.

Pierpaolo.

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Il 12 luglio 2015 si è svolto a Treviso in Piazza dei Signori “

www.circolosarditreviso.itNell’ambito delle attività dell’estate trevigiana anche la nostra Associazione ha giocato la sua carta contribuendo al crescente successo di questa manifestazione che ogni estate punta al divertimento degli abitanti con varie forme di intrattenimento nelle piazze e nei quartieri della città.

L’Assessorato alla cultura del Comune di Treviso, (introduzione dell’evento dall’Assessore Luciano Franchin),  come noto, raccoglie e coordina le proposte di privati ed associazioni che intendono presentare i loro spettacoli e kermesse di musica, danza, teatro, folclore e cultura.

La formazione, di eccellente successo e raro incontro, composta da Fabio Melis, Manuela Bande e Marco Bande ha dato la massima espressione musicale della Sardegna con alcuni brani concepiti per tale formazione ma anche con brani più conosciuti come Ballu a launeddas e Ballu a trunfa entrambi di Fabio Melis , altri come Non potho reposare, Ballo cantato, Nanneddu meu, Deus ti salvet Maria ecc.

Le Launeddas, o “sonos de canna” sono l’emblema musicale della Sardegna. Sono considerate lo strumento polifonico più antico del mondo (Bronzetto rinvenuto in Sardegna, datato tra il 900 e il 300 a.C.), ed è la massima espressione polifonica che la natura abbia mai fornito.

La trunfa, (un tipo di scacciapensieri) strumento tipico dell’area barbaricina (principalmente la provincia di Nuoro), è costituita da un piccolo telaio di metallo, dove viene fissata una linguetta libera di vibrare ad una estremità. Il suonatore tiene il telaio dello strumento appoggiato sui denti facendo vibrare la linguetta e sfruttando la cavità orale come cassa di risonanza, si ottengono degli armonici puri. Le testimonianze raccolte lo indicano per il passato come tipico strumento di accompagnamento al ballo.

Il sulittu è l’antichissimo “zufolo” che troviamo nelle mitologie di tutti i popoli. Il sulittu, tipicamente sardo è costruito da una canna da fiume, con tre fori superiori ed uno sul retro. Emette un suono dolce e vellutato, ed accompagnava le launeddas durante il balletto sardo. I flauti da sempre sono stati utilizzati un po’ da tutte le popolazioni, ma la particolarità di costruzione del sulittu fa si che si trovi solo in Sardegna cambiando nome nelle diverse zone (sulittu, pipaiolu, pipiolu, flautu de canna).

Musicalmente parlando, la Sardegna è considerata uno scrigno armonico tra i più interessanti del Mediterraneo con un vasto patrimonio musicale che affonda le sue radici in tempi remoti: le launeddas, il sulittu e la trunfa, sono gli strumenti principe della tradizione musicale Sarda.

Fabio Melis è considerato uno dei maggiori conoscitori della musicalità sarda, è specializzato in strumenti a fiato sardi. E’ conosciuto ovunque come il maestro delle launeddas, che suona con la tecnica della respirazione circolare. Conserva ancora l’ antico repertorio legato all’ accompagnamento del “ballo sardo”, tuttavia ha sviluppato un repertorio da concerto esclusivamente suo.

Fabio Melis, come ricercatore musicale, non si è fermato agli strumenti tradizionali sardi ma ha anche approfondito la conoscenza di altri come il didgeridoo (strumento a fiato australiano per certi versi simile alle launeddas) del quale ha appreso la tecnica proprio in Australia dai suonatori aborigeni.

Il concerto di Treviso nasce sulla scia dei successi conseguiti nei vari tour in giro per il mondo, in particolare di quello in Australia e in Canada. L’evento è organizzato dal Circolo Amicizia Sarda in collaborazione con il Comune di Treviso.

Un cordiale saluto.

Adalberto Garippa.

Il Circolo Amicizia Sarda e il Comune di Treviso ospitano in Piazza dei Signori Fabio Melis in concerto.

Fabio Melis in concerto a Treviso12 luglio 2015 dalle 21.00 alle 23.00 “Sonos in Sardigna – Suoni arcaici della Sardegna”.

Fabio Melis e la sua formazione, insolita nel suo genere, grazie a uno splendido incontro fra sonorità e un repertorio tutto interamente della tradizione strumentale Sarda, fonde la sonorità delle launeddas, dell’organetto, del sulittu e della trunfa dando vita ad effetti unici.

Lo spettacolo, oggi affermato anche in Europa, nasce diversi anni fa con un tour in Australia e Canada. E’ una profonda ricerca musicale della Sardegna più arcaica, da sempre considerata uno scrigno armonico tra i più interessanti del Mediterraneo.

Un vasto patrimonio musicale che affonda le sue radici in tempi remoti, come nel caso degli strumenti in uso in questo concerto, in particolare le launeddas, strumento principe della tradizione musicale Sarda.

La rarità e l’unicità degli strumenti utilizzati, padroneggiano per tutto il concerto, accompagnato da spiegazioni e da un video sulla costruzione degli strumenti suonati.

Fabio Melis è uno dei più noti concertisti del momento, la maturità musicale raggiunta lo porta ad essere considerato uno dei massimi esponenti di musica in Sardegna ma riconosciuto ed acclamato ormai in tutto il mondo.

Ha tenuto tours e concerti in Italia e all’ estero: Canada, Australia, Danimarca, Francia, Norvegia, Belgio, Austria, Germania, Spagna, Olanda, Islanda, Svizzera.

Ha suonato e collaborato con diverse Orchestre tra le quali Orchestra di Heidelberg (Germania), Royal Philarmonic Orchestra di Londra, Filarmonica dell’Arcadia di Bologna…

Da sempre ha dimostrato un vivo interesse verso culture arcaiche e strumenti musicali dalle caratteristiche timbriche particolari. Ha approfondito in particolare lo studio delle launeddas, come detto sopra, arcaico strumento musicale della Sardegna.Fabio Melis in concerto a Treviso

Durante un tour in AUSTRALIA ha approfondisce la conoscenza del didgeridoo, rimanendo colpito dalla cultura aborigena, inizia così lo studio di questo affascinante strumento, per certi versi simile alle launeddas.

Molteplici sono gli inviti a Fesival Internazionali, tra i quali “Festival Internazionale di Strumenti a Fiato 2009 di Lecco”, “EuropaFest 2007” in Germania, “Mondiali di Calcio 2006” in Germania, “EMMAS 2005”Ethnic Meeting of Music and Arts in Sardinia“ e come unico rappresentante europeo al “FESTURI a ULTICULTURAL CELEBRATION 2005” di Caloundra nel Queensland in AUSTRALIA.

E’ quasi di casa ormai in diverse emittenti radio-televisive musicali, tra le quali “MTV Music”, “Antenna 1” “Videolina” “Sardegna Uno” e “Radio Italia” di Melbourne in Australia.

Ha alle spalle diverse incisioni, spaziando dall’etnico alla classica sino al jazz. La forte sensibilità musicale lo porta a collaborare con artisti di fama internazionale, avanzando progetti di contaminazione con altri strumenti e generi sino al blues e jazz suonando in tutto il mondo.

Vedi alcuni video del vasto repertorio di Fabio Melis

 

 

Ulteriori informazioni su questo concerto possono essere richieste al n. 334 1657083 oppure formulando la richiesta qui sotto nello spazio Commenti.

Un cordiale saluto.

Adalberto.

Grande spiedata di porceddu al Circolo Amicizia Sarda. Domenica 24 maggio, in un bellissimo posto nei presi di Zero Branco (TV), soci e simpatizzanti del Circolo hanno trascorso una giornata all’aperto con ben 10 spiedi ed altrettanti maialetti infilzati.

In un contesto bellissimo, ai bordi di un laghetto con acqua sorgiva, la coreografia curata da  Mario Casu e altri collaboratori, bandiere dei quattro mori nonchè quelle del Circolo, i tavoli sul prato verde… ed in parte la zona spiedi curata da Luigi Cogoni, Fernando Ghiani,  Mariano Rosas ed altri. La splendida giornata, dopo diversi giorni di pioggia, è stata generosissima, il sole ci ha accompagnato fino al pomeriggio inoltrato quando, stanchi ma soddisfatti siamo rientrati a casa, non prima però di aver pulito e rimesso ogni cosa al suo posto.

 

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IMG_3873 Spiedata di porceddu al Circolo Amicizia Sarda
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Domenica 24 maggio, Il Circolo Amicizia Sarda organizza una scampagnata presso le campagne di Zero Branco in un’area privata, bellissima, con laghetto e prato inglese.

porcedduIl pranzo non può essere che sardo, la portata principale sarà il porceddu allo spiedo cotto sul posto dai nostri collaboratori.

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Il porceddu o maialino da latte è una specialità sarda, pesa normalmente dai 5 ai 9 chili. Per cuocerlo allo spiedo ci vogliono circa 4-5 ore  ma il tempo impiegato dipende anche dalle capacità dell’operatoe nel saper dosare il calore e nel girare lo spiedo durante tutto il tempo della cottura. Ci vuole una buona dose di pazienza ed essere capaci di sopportare il calore così da vicino, la soddisfazione di tutti è assicuata.

Il menù completo prevede:

  • Antipasto tipico sardo,
  • Malloreddus a la campdanese,
  • Porceddu allo spiedo,
  • Verdure di stagione,
  • Formaggio pecorino,
  • Dolcetti tipici sardi,
  • Vino, acqua e buon appetito.

Prenotazioni entro martedì 19 maggio al n. 3341657083.

Costo per persona 20 Euro.

Ti aspettiamo.

Un saluto.

Adalberto.

 

 Il Circolo Amicizia Sarda di Treviso ospita dal 17 aprile al 3 maggio “Il Popolo di Bronzo”, una mostra itinerante che ha già visitato almeno 30 sedi culturali in giro per l’Italia e per l’Europa.

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il popolo di bronzo. circolosarditreviso.itIl popolo di bronzo. circolosarditreviso.it

Il pipolo di bronzo. circolosarditreviso.it

Angela Demontis

L’autrice, Angela Demontis, è l’ideatrice e la realizzatrice di questo “gioiello” che riproduce fedelmente i bronzetti nuragici a grandezza reale completi nei loro abiti e armamenti che si suppone fossero in uso in età nuragica ossia dal X al VII secolo a.C.

La mostra è stata acquisita dalla Provincia di Cagliari ma l’autrice ne cura gli allestimenti in ogni sede in cui viene esposta.

Si tratta veramente di una cosa unica, si evidenzia la ricostruzione e la dimensione reale di abiti, armi e utensili dei bronzetti nuragici ritrovati in diversi siti della Sardegna, curati in tutti i particolari.

Gli abiti, cuciti personalmente a mano dall’autrice con i tessuti che potevano essere in uso all’epoca, le grandi spade di bronzo e i pugnali dei guerrieri, gli elmi di cuoio, i copricapo delle donne che coprono spesso raffinate acconciature dei capelli.

Questa mostra è stata fortemente voluta dal Circolo di Treviso, essa contribuirà a promuovere ulteriormente il patrimonio archeologico sardo.

L’esposizione, basata sulla osservazione dei bronzetti è iniziata col libro “Il Popolo di Bronzo” (2005) di Angela Demontis, nata a Cagliari nel 1968 da madre ceramista e scultrice e da padre pittore e vignettista.

Sin da piccola, Angela, ha dimostrato attitudini per le arti figurative, maturando nel laboratorio di famiglia, poi gli studi nel liceo artistico di Cagliari sino alla pubblicazione del libro, dove in 100 schede con testo e illustrazioni descrive abiti, copricapi, elmi, archi, spade, scudi e attrezzi vari scolpiti nei bronzetti sardi.Libro Il popolo di bronzo, Circolosarditreviso.it

La Demontis, racconta la sua avventura all’interno della civiltà nuragica, non senza difficoltà e ostacoli, sino a quando la provincia di Cagliari nel 2006, non decise di approvare il progetto della mostra. La prima esposizione, nel 2006, era costituita da 30 pannelli e illustrava una parte del lavoro di ricerca. Nel 2010 viene esposta nei saloni del museo Archeologico di Cagliari e poi in altre località sarde e del continente, quella di Treviso è la cinquantesima tappa mentre le richieste continuano ad arrivare, le ultime in ordine di tempo vemgono dalla Svezia e dalla Scozia.

La mostra è aperta al pubblico il venerdì e il sabato dalle 16.00 alle 19.30 e la domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30.

Ogni personaggio è completato da un pannello esplicativo con la descrizione dettagliata e da disegni minuziosi che evidenziano le caratteristiche degli oggetti e del vestiario indossati dai peronaggi.
Si fa riferimento anche ai luoghi in Sardegna e nei territori un tempo abitati dagli Etruschi dove sono stati rinvenuti i bronzetti; grazie all’analisi comparata delle usanze e dei materiali utilizzati nel bacino del Mediterraneo, l’autrice ha individuato tecniche e materie prime che venivano usate fino a qualche decennio fa nell’isola per le esigenze quotidiane.

Dall’osservazione degli abiti si intuisce l’arte tessile nell’età nuragica, quando le donne lavoravano abilmente la lana e il bisso (fibra chiamata anche seta di mare, di colore bruno – dorato, ottenuta dai filamenti secreti da un mollusco, la Pinna Nobilis, presente in tutto il bacino del Mediterraneo) ma utilizzando anche il lino, la ginestra, la canapa e l’orbace, tessuti tipici dell’epoca. Gli abiti femminili sono generalmente lunghi e composti di più strati, spesso completati da mantelli che presentano interessanti decori geometrici.

Il popolo di bronzo. circolosarditreviso.itLe armi, dal pugnale ad elsa gammata che gli uomini portavano sul petto ancorato ad una bandoliera, alle spade di varia forma – sono bellissime quelle a foglia; tutte le armi sono realizzate con la fusione a cera persa, sistema complesso e laborioso che testimonia la maestria tecnica raggiunta dai nostri avi.

Gli scudi, bellissimi, rotondi con l’umbone appuntito oppure concavi che quasi avvolgevano il corpo del guerriero per garantirgli una migliore protezione.

Per la realizzazione delle armi la Demontis si è avvalsa dell’aiuto di un maestro fonditore che ha utilizzato il metodo della fusione a cera persa per rispecchiare in modo preciso le lavorazioni nuragiche.
Tutto questo e molto altro si scopre visitando la mostra e soprattutto leggendo il libro della Demontis dove descrive minuziosamente come è arrivata a ricostruire ogni aspetto della vita quotidiana dei nostri antenati nella civiltà nuragica.Il popolo di bronzo. circolosarditreviso.it

Da questa esposizione ci si può convincere che lo stereotipo costruito dai media secondo cui noi sardi proveniamo da un popolo rozzo e coperto solo di pelli, è definitivamente abbandonato. I nostri fieri antenati indossavano un abbigliamento curato e i guerrieri possedevano armature complesse: goliere, schinieri per proteggere gli stinchi, imbracature per archi, faretre e giavellotti, elmi con corna taurine e pennacchi, bastoni ricurvi e guantoni borchiati per essere certi che l’azione offensiva fosse davvero efficace.

Il popolo di bronzo. circolosarditreviso.it

Bronzetti originali

In collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Treviso

deleddaIl Circolo Amicizia Sarda di Treviso ospita dal 29 Marzo al 18 Aprile 2015 “Grazia Deledda, biografia e romanzo – Mostra fotografica”.

Motivazione del Premio Nobel per la letteratura

« Per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano. »

Citazioni

« Intendo ricordare la Sardegna della mia fanciullezza, ma soprattutto la saggezza profonda ed autentica, il modo di pensare e di vivere, quasi religioso di certi vecchi pastori e contadini sardi nonostante la loro assoluta mancanza di cultura, fa credere ad una abitudine atavica di pensiero e di contemplazione superiore della vita e delle cose di là della vita. Da alcuni di questi vecchi ho appreso verità e cognizioni che nessun libro mi ha rivelato più limpide e consolanti. Sono le grandi verità fondamentali che i primi abitatori della terra dovettero scavare da loro stessi, maestri e scolari a un tempo, al cospetto dei grandiosi arcani della natura e del cuore umano… »

“Leggo relativamente poco, ma cose buone e cerco sempre di migliorare il mio stile. Io scrivo ancora male in italiano – ma anche perché ero abituata al dialetto sardo che è per se stesso una lingua diversa dall’italiana”.
“Io non riuscirò mai ad avere il dono della buona lingua, ed è vano ogni sforzo della mia volontà”.Grazia Deledda 117

…Dalle sue parole emerge il quadro di una donna risoluta, coraggiosa e forte ma allo stesso tempo molto riservata e restia a parlare di sé. Il padre di Alessandro, Franz, insieme al fratello maggiore Sardus, raccontò che bastava che la Deledda dicesse loro “Bambini state buoni perché la mamma scrive” e tutta la casa si immergeva in un profondo silenzio almeno nelle due ore del primo pomeriggio quando la Deledda per abitudine scriveva i suoi racconti. “Sia papà sia lo zio vivevano questo momento della giornata come un fatto per certi versi misterioso, non riuscivano a comprendere bene il perché di quel silenzio”.

Decine di romanzi, centinaia di racconti,  drammi teatrali,  versi,  libretti d’opera, dai quali sono state tratte sceneggiature per film,  in particolare  dal romanzo Cenere (interpretato da Eleonora Duse), molte raccolte di tradizioni popolari sarde: l’attività letteraria di Grazia Deledda è imponente.

Piccola di statura ma grande intellettualmente, nulla la scoraggiava, riuscì, con la sola forza della determinazione a evadere dagli angusti confini di Nuoro, dove era nata il 27 settembre del 1871, per diventare – approdata a Roma agli inizi del 1900 – uno degli scrittori più famosi in Italia e all’estero.

Telegramma del Re Vittorio Emanuele in occasione del conferimento del Premio Nobel

Telegramma del Re Vittorio Emanuele in occasione del conferimento del Premio Nobel

Nel 1926 fu insignita del Premio Nobel.

Per conoscerla come donna e come scrittrice, si può leggere la sua autobiografia   nel romanzo “Cosima”, uscito postumo nel 1937, a pochi mesi dalla morte, avvenuta a Roma il 15 agosto del 1936 a soli 64 anni.

Il libro descrive la casa nuorese “grande e solida”, cuore della casa era la cucina, sede delle donne e incrocio di chiacchiere dove la giovane Grazia imparava a conoscere l’animo umano e a desiderare l’evasione.
Animata da un precoce bisogno di emanciparsi e da una segreta quanto chiara vocazione letteraria, Grazia Deledda riempì autonomamente le lacune della sua educazione.

A soli 15 anni Grazia cominciò a pubblicare le sue novelle, consegnandosi alla riprovazione della chiusa società sarda. L’unica chance per perseguire un destino artistico era lasciarsi la Sardegna alle spalle e con questo fine ben fisso in mente stabilì subito coraggiosi contatti con le riviste femminili più in vista del continente, alle quali affidò i primi racconti per la pubblicazione, e con alcuni intellettuali che, colpiti dalle sue lettere e dal suo genio, accettarono di corrispondere con lei e di aiutarla.

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La maestra di Grazia Deledda in III elementare

Ottenne così il sostegno e l’amicizia  dello studioso di tradizioni popolari Angelo De Gubernatis che la coinvolse in una grande ricerca sul folclore sardo, e il critico manzoniano Ruggero Bonghi.

Trasferitasi a Roma grazie al matrimonio con Palmiro Madesani, funzionario ministeriale conosciuto a Cagliari, è un trionfo: i salotti della capitale accolgono benevoli e incuriositi la giovane scrittrice di provincia che consolida di anno in anno una crescente popolarità.

I suoi romanzi incontrano favore critico e gusto del grande pubblico: Elias Portolu, Cenere, Colombi e sparvieri, Canne al vento, L’incendio nell’uliveto, La madre, Il segreto dell’uomo solitario e tanti altri.

Dall’osservazione di ciò che la circondava (i nevrotici maschi della sua famiglia, dal nonno artista al padre fallito, ai fratelli, uno bandito e uno distrutto dalla depressione e dall’alcol) Deledda costruisce personaggi maschili che, se non sono virilmente contro la legge, presentano quella che lei definisce «un’incrinatura» dello spirito.

Così è Elias Portolu, così il Giacinto di Canne al vento, così Paulo nella Madre, o Cristiano nel Segreto dell’uomo solitario. Sono uomini che non sanno governare la potenza di eros (spesso al limite della perversione e dell’incesto) e soccombono sotto la propria fragilità, molto inferiori al coraggio di donne determinate e passionali, forti ma schiacciate dalla societàche le rende mute e impotenti.

Grazia Deledda 119A Roma, Grazia abita con il marito e due figli, Francesco (Franz) e Sardus, in un villino del nuovo quartiere romano Italia, dove avevano trovato casa anche le due amate sorelle, Pina e Nicolina.

Raramente frequenta i salotti romani, ad eccezione di quello della contessa Lovatelli,  ma non è un’isolata, non è la «massaia primitiva che scrive per un sorprendente talento naturale», come un’iconografia riduttiva ha voluto far credere. In realtà Grazia Deledda era un’intellettuale sottile, colta e informata, che intratteneva rapporti significativi con molti scrittori e artisti del tempo. Era una presenza assidua, per esempio, nella redazione della rivista letteraria Nuova Antologia, dove incontrava De Amicis, Fogazzaro, D’Annunzio, Pirandello, Mascagni…

Ma è soprattutto d’estate, quando con Nicolina e i bambini va in villeggiatura a Viareggio. Nicolina era una pittrice non banale e con lei Grazia entra in contatto con il gruppo di pittori toscani, da Plinio Nomellini ad Arturo Dazzi, da Moses Levy a Lorenzo Viani.

Si riuniscono tutti nella bella casa di Giacomo Puccini a Torre del Lago e passano serate che possiamo immaginare ricche di spirito e di calda amicizia. Anche in seguito, quando a a Viareggio sostituì Cervia sull’Adriatico, seppe ricreare un gruppo di amicizie artistiche: vedeva regolarmente Marino Moretti, Filippo De Pisis, Giuseppe Ungaretti, Alfredo Panzini.Grazia Deledda 114

Domenica 8 Marzo alle ore 18,00 il Circolo organizza una bicchierata con tutte le nostre donne: mogli, compagne, mamme, nonne, figlie…

Siete tutte invitate!

Festa della donna Treviso

Un brindisi, una fetta di dolce e un fiore a tutte le donne presenti. Ognuna a sua discrezione può autorizzare la presenza del marito o compagno.

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Donna

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni….
Però ciò che è importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è a colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.
Dietro ogni successo c`e` un’altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c`e` in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!!!

Madre Teresa di Calcutta

Un caro saluto a tutte.

Pierpaolo

Biglietti per/dalla Sardegna

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